The Division “Hearts on fire” – Breve recensione

The Division Hearts on fire è un audiolibro disponibile su audible.com dal 15 luglio scorso. Ve ne abbiamo già parlato in precedenza, stavolta però abbiamo deciso di fare una recensione, della quale si è occupato il nostro admin Inter230407 (Simone Capoverde). La recensione è senza spoiler, perciò potete leggere tranquillamente!

 

Breve anteprima dell’audiolibro

“The Division – Hearts on Fire segue una nuova recluta, Hoskins (Katee Sackhoff), mentre viene portata nei ranghi della Strategic Homeland Division. Mantiene il suo lavoro come vigile del fuoco/paramedico a New York City, fino a quando un attacco biologico porta Manhattan sull’orlo del collasso. Hoskins e l’agente HSU, il suo trainer e partner, seguono il percorso dei “Cleaners”; individui che hanno preso in mano la situazione cercando di riportare all’ordine la città nel loro modo distorto e brutale. Hanno reclutato coloro che sono disperati e facilmente influenzabili, tra cui la sorella di Hoskins ed ex veterana dell’esercito americano, Johanna (Shannon Woodward), che lotta per adattarsi alla vita “normale” oltre a essere un soldato. Mentre le tensioni e l’ideologia divampano, Hoskins è costretta a decidere alla fine tra il suo dovere e la sua famiglia.”

 

RECENSIONE

La potenza narrativa di sicuro è uno dei tanti aspetti che sono sempre passati in secondo piano nel franchise di The Division. Fin dall’inizio questo universo narrativo aveva colpito il pubblico, tutti si chiedevano quale grande storia poteva celarsi dietro un progetto così avanti con i tempi. Purtroppo nei giochi il focus è sempre stato sul gameplay, data la composizione del gioco, relegando i contenuti narrativi ad un semplice contorno. Stranamente nemmeno la pandemia da Covid-19 ha ridato vita al franchise, cosa invece successa ad altri prodotti come Death Stranding che sono riesplosi in un momento così difficile.

In questi 5 anni dalla release di The Division, sono davvero pochi i prodotti realizzati da Ubisoft (o comunque con licenza ufficiale) pensati per dare risalto al comparto narrativo. Tra fumetti e libri non c’è molta carne sul fuoco, così la maggior parte degli utenti rimane legata la franchise solo tramite i giochi.

Con l’arrivo di The Division 2 poi, Ubisoft ha deciso di espandere l’universo narrativo con sottotrame ed eventi al limite del ridicolo, una scusa per rendere più accattivanti le missioni principali del gioco e non delle semplice speedrun come nel primo.

La particolarità del mondo di The Division, a mio modo di vedere, è la semplicità con la quale il primo capitolo si è presentato all’utenza. Un virus ha infettato il mondo e degli Agenti di un’organizzazione segreta governativa (la Strategic Homeland Division) devono salvare ciò che resta nel cuore di Manhattan, esattamente dove tutto è cominciato. Un aspetto interessante di tutto ciò è che non c’è modo di avere notizie su cosa stia accadendo all’esterno di New York, insomma un altro layer di difficoltà psicologica per i nostri protagonisti.
Gli unici nemici d’affrontare sono le varie fazioni di Manhattan ed un ambiente ostile in cui bisogna sopravvivere.

È in questo contesto che la storia di Hearts on Fire si dirama, andando ad analizzare come le vite di due sorelle sono state stravolte dalla pandemia e da tutto ciò che ne consegue. La protagonista Melanie è un paramedico, mentre la sorella Joanna è una ex veterana dell’esercito che ormai non crede molto nel governo.

Prima della pandemia Melanie viene reclutata dall’Agente Hsu nella Divisione attraverso una serie di test selettivi. In questo periodo di prova Melanie viene addestrata ad essere operativa sul campo senza aver bisogno di alcun gadget tecnologico. Una volta entrata a far parte della Divisione, le viene dato il suo orologio con ISAC attivato.

Poco tempo dopo il virus comincia a diffondersi, vengono stabilite le Zone di Quarantena e la JTF, inoltre Melanie viene chiamata in missione. Ad attenderla ci saranno una serie di sfide molto difficili in cui dovrà imparare a cavarsela da sola e soprattutto ad affrontare anche persone che in passato erano la sua famiglia. Nello specifico parliamo di Johanna, la sorella che si è unita ai Cleaners e che sarà l’antagonista principale di questo audiodramma. Ad unirsi nel cast c’è anche il Capitano Xanders dell’Ultimo Battaglione, la fazione nemica di mercenari guidata dal Colonello Bliss.

Nonostante alcuni punti un po’ morti del racconto ed alcuni dialoghi fin troppo descrittivi (ma forse è normale dato che è un audiodramma), la storia e le dinamiche tra i personaggi sono molto interessanti. È chiaro fin da subito come il racconto, seppur con i suoi limiti, sia molto legato alla lore del primo capitolo. Vi sono tanti riferimenti a Joe Ferro, il leader dei Cleaners, la Zona Nera che viene creata durante gli eventi della storia e tanti altri aspetti legati ai giochi.
Su tutti, quelli più interessanti sono sicuramente i gadget tecnologici degli Agenti: le mine a ricerca, le torrette automatiche, le granate shock e il caro vecchio Impulso.
Come se questo non bastasse, nel corso della storia più e più volte vengono riutilizzati gli effetti sonori del gioco e anche la colonna sonora dei due giochi per rendere il tutto ancor più simile a quanto già visto.

L’atmosfera decisamente non manca in questo racconto e non fa altro che valorizzare ancora di più la bravura dei doppiatori. Ad interpretare Melanie c’è Katee Sackhoff, un’attrice di esperienza che è riuscita a dare vita ad un personaggio decisamente interessante. Johanna è interpretata da Shannon Woodward, l’attrice vista in Westworld e TLOU2 si è dimostrata adattissima nei panni di un’antagonista molto carismatica. Per ultimo menzioniamo Jilon VanOver nel ruolo di Xanders, un personaggio molto particolare.

Hearts on Fire è un buon prodotto e sicuramente merita se siete fan del franchise, ma data la sua natura è difficile vedere un futuro a questa release. Dato il pessimo andamento di The Division 2 ed il voler ristrutturare il franchise con un gioco free to play, sarà difficile aspettarsi altri prodotti simili a questo o che comunque siano più incentrati sulla parte narrativa.
Il film prodotto con Netflix, invece, sembra un faro distante che potrebbe dare una nuova vita al franchise, anche se non sarà affatto facile produrre un qualcosa che possa funzionare per i fan e anche a livello d’incassi.

Ubisoft, purtroppo, ci ha già dimostrato di saper fallire anche con prodotti ben più in voga come il film di Assassin’s Creed con Michael Fassbender, anche se il regista Rawson Thurber, da fan del franchise potrebbe creare qualcosa di interessante.

Inter230407 (Simone Capoverde)

 

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